In questa sezione è possibile avviare discussioni, porre domande, aspettarsi risposte relative al corso di teoria. Per quanto riguarda gli esercizi, non chiedete “qual è la soluzione o come si fa” ma provate a condividere problemi e dubbi. E neppure fate domande del tipo “ma io come faccio a iscrivermi all’esame su esse3” (che non è in effetti proprio il massimo come piattaforma, ma questo non c’entra) , oppure “come faccio a passare da ingegneria a fisica”. Non è il luogo adatto. Per tutto il resto va benissimo, pur di registrarsi con l’indirizzo universitario di posta elettronica e non account di social network o altri pseudonimi.
Buon pomeriggio a tutti
Scrivo per chiedervi a riguardo del problema del punto materiale su piano inclinato versione sadomaso: non riesco infatti a proseguire nella scrittura dell’accelerazione in una forma carina (in aula abbiamo ottenuto a=g sen(teta) )
Ho utilizzato come da richiesta un sistema di assi x e y rispettivamente paralleli e perpendicolari al suolo, ponendo l’origine degli assi nel punto materiale stesso.
Scomponendo il sistema ottengo [posto O=angolo per pigrizia] :
Componenti lungo asse x: m a cosO = N senO
Componenti lungo asse y: m a senO = N cosO – m g
Questo perchè la forza peso P (0, Py) agisce interamente lungo y mentre la reazione vincolare N (Nx, Ny) e l’accelerazione a (ax, ay) vengono scomposte lungo gli assi.
Ponendo casi estremi come O = 0° e O = 90° e sostituendo ottengo gli stessi risultati visti in aula; il problema sorge nell’isolare una delle variabili per sostituirla e ottenere una scrittura dell’accelerazione come detto sopra.
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Ma il “nota bene 4” della lavagnata sul piano inclinato in versione “sadomaso” non aiuta?
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Buongiorno a tutti.
Nel problema 2 del foglio “Dinamica I” (problema visto anche in aula nell’esercitazione, ma la domanda mi è sorta solo ora) nel secondo punto analizziamo la legge oraria del sistema composto dalle due molle e dalla massa se operiamo uno spostamento verticale, lungo l’asse y.
Nell’analizzare il moto lungo y le componenti verticali della forza elastica di entrambe le molle sono concordi in verso ovvero puntano verso il basso per tornare nella posizione di equilibrio; non capisco tuttavia perché non consideriamo la forza peso come a sé stante, sommandola alle due forze elastiche. Nel punto precedente essa era completamente annullata dalla reazione vincolare del suolo, ma nel momento in cui questo viene a mancare mi viene spontaneo aggiungere la forza peso all’equazione del moto.
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Nel testo si dà per scontato che molle e massa si trovino su un piano orizzontale liscio. Ecco perché non compare la forza peso in nessun caso: è comunque e sempre bilanciata dalla reazione del supporto.
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Buongiorno a tutti,
Sto facendo il problema 2.9 del libro Dalba Fornasini dov’è presente un cilindro di raggio r al quale è applicata una forza di intensità e direzione incognite.
Il testo mi chiede di:
– calcolare il vettore (angolo-modulo) della forza minima da applicare perché esso salga al di sopra dello scalino di altezza h;
– trovato il modulo della forza minima, studiare la sua variazione in funzione di h;
– determinare la direzione della reazione vincolare R che lo spigolo provoca sul cilindro.
Per quanto riguarda il primo punto è tutto a posto, nel secondo punto i conti mi tornano tranne nel caso in cui lo scalino sia più alto del raggio. Ho rifatto anche le considerazioni geometriche perché cambiano i bracci in cui sono applicate le forze e mi esce una formula del tipo: F=P*radq[h(-h+2r)]/r. Se per esempio suppongo che h=2r, la forza risulterebbe uguale a 0, il che mi sembra parecchio strano… (Non dovrebbe rendere all’infinito?).
L’ultimo punto invece è intuitivo perché a ragionamento è chiaro che R dev’essere radiale ma stavo cercando di trovare un modo per dimostrarlo analiticamente… Qualcuno ha qualche idea?
Grazie in anticipo per la disponibilità!!
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personalmente non ho capito quale dei risultati pubblicati nel libro non ti tornano. Ti riferisci al caso h>r che il libro chiede di considerare come a sé stante?
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Buongiorno a tutti.
Abbiamo provato a calcolare il momento di inerzia di una sbarrette che ruota intorno ad un asse passante all’interno di questa come richiesto a lezione e, confrontandoci, risultano due diversi procedimenti che portano a risultati diversi. A questo indirizzo ci sono le foto dei due procedimenti:
https://drive.go ogle.com /folderview?id=1DjsFc3NPsYpmfxLWnpXAO1-IHkMm6b7_
Dopo la lezione di ieri abbiamo scoperto che sono entrambi sbagliati perché portano ad avere risultati diversi da M (R^2)/12 .
Ricontrollandoli, abbiamo scoperto che nel procedimento che porta a analizzare la sbarra con le masse delle due parti separate (M’ M”) vi era un errore di calcolo. Nell’altro procedimento non abbiamo trovato il problema.
Qualcuno riesce a dare un suggerimento di dove è il problema?
Grazie
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Io un suggerimento lo avrei 🙂
Ho intravisto nei vostri conti (che fate benissimo a provare a fare!) un integrale di R^2 da x a 0 con x lunghezza positiva e che è dunque destinato a dare un valore negativo, cosa inquietante per un momento d’inerzia. Non fatevi prendere troppo la mano matematica: se volete spezzare l’integrale del MdI in due parti benissimo, ma tutte due misurano distanze (pesate) al quadrato e dunque gli integrali vanno da 0 a x (o quel che è) e non il contrario … io però la farei ancora più semplice, sempre con la vostra strategia (valida) di spezzare in due il MdI. Potete dire che la sbarretta è divisa in due sbarrette di lunghezze x e (l-x) e masse Ma e Mb proporzionali ovviamente a x e (l-x) (tramite la densità comune). Siccome entrambi i pezzi ruotano attorno a un estremo, i loro momenti di inerzia sono semplicemente Ma*x^2/3 e Mb*(l-x)^2/3. Sviluppate il polinomio e avete finito. Fatemi sapere se vi torna.
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Fatto dividendolo in due sbarrette separate. Torna tutto. Grazie!
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Buongiorno,
vorrei un aiuto nel comprendere come si calcola il momento di inerzia di un quadrato di massa m e lato a (come compariva nel terzo es dell’esame dell’11 luglio) perché non l’ho trovato né nelle lavagnate né nei miei appunti.
Grazie
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Buonasera: sulle lavagnate non c’è tutto, ovviamente. Come ho più volte raccomandato, è essenziale che studiate anche su uno o più libri di testo, non solo sugli appunti. Sui libri si trovano anche i conti che ti interessano. Buon lavoro!
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